Aphyosemion labarrei


(Poll 1951)
A.labarrei. Foto concessa da Ed Pürzl

 

 

 Significato del nome In onore di Clement Labarre lo scopritore.
 Prima descrizione Poll M. 1951.

Notes sur les Cyprinodontidae de Musée du Congo belge. Premiére partie: Les Rivulini

Revue de Zoologie et de Botanique Africaines 45 (1-2): 168-170, map.

 Dimensione 5.5 cm Gunther
 Dati meristici D = 12-14, A = 14-17, D/A = +5-8, ll = 30-32 (Poll 1951)
 Cariotipo
  • n = 14, A = 25 (Scheel 1968, 1974)
  • NSC – 4. n = 13, A = 25 (Ajami, Cahalan & Hoelter 1974)
 Sottogeneri Mesoaphyosemion
 Gruppo zygaima (probably)
 Sinonimi
  • Haplochilus lujae (non Boulenger 1911) Pellegrin 1928
  • Aphyosemion (Fundulopanchax) labarrei Poll 1951
  • Aphyosemion labarrei Poll 1952
  • Aphyosemion NSC – 4. Berkenkamp 1971.(also called Aphyosemion brichardi by Cahalan in the 1970’s).
 Popolazioni
 
  • Madimba (Ovest Zaire)
  • Mai Ndombi (Ovest Zaire)
  • NSC4 (Una importazione USA del 1970 da parte di Pierre Brichard, Zaire)

 

Foto concessa da Ed Pürzl Foto concessa da Ed Pürzl
 
Foto concessa da Maurice Chauche e dal sito KCF. Madimba
Foto concessa da Vasco Gomes
Foto concessa da Gunther Schmaus
 Località tipo A 20 km da Madimba vicino al villaggio di Kiavo (Ovest Zaire).
 Distribuzione Nell’ovest dello Zaire, nel medio e basso corso del fiume Insiki incluso il piccolo tributario del fiume Ngufu dove furono catturati in origine.
 Habitat Aree allagate di piccoli torrenti e ruscelli forestali.
 Caratteri distintivi I maschi hanno una banda rossa molto ampia sulla pinna caudale.
Scheel riferisce di un ‘forte riflesso blu metallico sui fianchi’ in ROTOW 1.
Scheel ha anche sottolineato la mancanza di pigmento giallo della specie.
 Colori/Variabilità dei  pattern  
 Storia Nel 1952 Poll descrisse questa specie partendo da 73 esemplari catturati nel basso Congo. L’area interessata era Madimba (Inkisi) vicino a Kiavo, Kisantu, Thysville, Kigemba vicino a Kisantu.
Nel 1956 Scheel ricevette alcuni esemplari della specie dagli USA dove erano distribuiti come ‘Blue Panchax’. Poll li identificò come A.labarrei.

E’ noto che venne importato dal BKA nell’Agosto/Settembre 1968.
Nel 1970 Pierre Brichard esportò questa specie negli USA. A questi venne assegnato il codice NSC – 4 (New & Rare Species Committee dell’AKA).
Nel 1973 una importazione fu ricevuta ad Amsterdam.
Geoff Wood catturò questa specie nei primi anni ’70 ad est di Kinshasa in una zona di foresta sulla strada Kinshasa – Kenge a circa 60 km da Kinshasa. Wood decise che la specie fosse difficile da tenere viva in cattività e di conseguenza è in forte dubbio il fatto che li abbia portati in UK.

 Note sull’allevamento Si dice che sia abbastanza difficile da riprodurre anche se Scheel li considerava facili da riprodurre e allevare. I maschi possono essere aggressivi e 2 o 3 femmine possono essere idealmente la soluzione migliore. Le uova sono grandi e necessitano di 12-14 giorni di incubazione in acqua. Il tasso di crescita è rapido con il raggiungimento della maturità sessuale raggiunto intorno al quinto mese.

Un rapporto sulla riproduzione apparve nel BKA newsletter No.84, Agosto 1972.  Questi pesci erano stati ricevuti nel Giugno 1970 in condizioni non ottimali. Fu impostata una temperatura dell’acqua di 24 °C per ospitare i pesci per circa due mesi. Per la riproduzione la temperatura fu abbassata a 20 °C. I pesci deposero molte uova ma la  maggior parte era infertile. Solo 26 uova risultarono feconde di cui 16 si schiusero ma gli avannotti  morirono dopo 5 giorni. La temperatura fu alzata a 24 °C e la coppia inizio a deporre. In due settimane furono raccolte 56 uova embrionate. Si schiusero tra i 9 ed i 21 giorni. Gli avannotti erano grandi e vitali. La crescita era lenta e necessitarono sette mesi e più per arrivare alla massima dimensione. Si osservarono i giovani pesci riprodursi quando raggiunsero la dimensione di 3-4 cm il che significa 3-4 mesi di età.

Brian Moore inserì un resoconto di riproduzione nel BKA newsletter No.219, Novembre 1983  dove li riprodusse in acqua piovana. La vasca era senza arredamento con l’eccezione di un grande mop flottante. La temperatura dell’acqua tra i 20 e i 24 °C. I pesci furono nutriti con cuore di agnello enchitrei, drosofile e cibo in fiocchi. Venne eseguito un cambio d’acqua del 10% ogni 4 giorni e il cibo non consumato rimosso regolarmente. La produzione di uova era intorno alla decina giornaliera ma circa il 20% si rivelavano infertili. Le uova avevano una tinta leggermente ambrata. Si è sottolineato che l’acqua nel contenitore delle uova debba essere pulita e così fu piazzato sotto  l’uscita di un filtro. Le uova iniziarono a schiudersi in 2 settimane. Gli avannotti appena nati erano 4-5 mm e furono nutriti con infusori per i primissimi giorni.

Alcuni resoconti suggeriscono che possono riprodursi in acque con DH 15 e si sa che depongono anche a temperature che si abbassano sino a 14 °C.

Nella BKA newsletter No.329, Febbraio 1993 scrissi un pezzo dove affermavo che questi pesci  abbisognano di acqua pulita per riprodursi con successo. Questa specie risponde bene ai cambi d’acqua con qualche grado di temperatura inferiore. Le uova devo essere tenute in condizioni di estrema pulizia e schiudono in 9-18 giorni. Si è osservata una crescita lenta. Gli avannotti devono essere sottoposti a cambi d’acqua regolari con acqua ben decantata. La specie non ha una vita lunga.

George Molloy mi inviò le seguenti informazioni in una e-mail del 9/12/2003 quando per la prima volta li incontrò nei primi anni ’70 (ristampata per gentile concessione):

“Ho avuto fortuna con A labarrei e ho notato nella sezione riproduzione  un passaggio estratto da uno dei miei vecchi scritti nelle newsletter, dopo più o meno 30 anni,  Ho ancora un vivido ricordo di questi piccoli pesci nella mia mente. Erano in condizioni critiche quando li ottenni, nessun negoziante con il rispetto di se stesso  li avrebbe potuti vendere e solo un idiota li avrebbe acquistati ma essendo un fanatico dei killi scommetto di essere qualificato per la seconda ipotesi. Mi ripagarono ampiamente quanto li misi in una vasca 30x30x20 con acqua amabilmente ambrata e luci soffuse con 2,5 cm di torba sul fondo un mop e felci indiane flottanti, mostrandosi come non erano mai stati osservati, non di un freddo verde come usualmente dipinti ma di una vibrante commistione di verde e rosso con un bellissimo marrone che contorna le pinne, una vista che non ho mai dimenticato, nonstante abbia avuto moltissime apprezzabili specie da allora.”.

 Diametro delle uova 1·6 – 1·8 mm.
 Note Ci sono molte scritti che documentano come i maschi siano aggressivi verso le femmine.
Devono essere forniti molti nascondigli in forma di piante o mop e eventualmente anche femmine in più e disponibili.
Si dice sia molto schivo. Per questo si è notato che i genitori non si muovono molto e necessitano
di parecchie settimane per riprendersi dopo una riproduzione.
La riproduzione può essere indotta con un cambio d’acqua o aggiungendo una manciata di torba alla vasca.

 

Testo originale (AIK ringrazia Tim Addis per l’autorizzazione alla traduzione e pubblicazione)